Contro la persecuzione anticomunista in Polonia

 

Pubblichiamo di seguito l’appello del gruppo marxista polacco “Wlazda Rad”, contro la campagna di persecuzione anticomunista del governo polacco di destra PiS. Le persecuzioni contro i comunisti e tutte le tendenze di sinistra polacche avvengono in un contesto in cui, solo il 12 novembre scorso, si è tenuta la più grande manifestazione fascista europea dalla fine della seconda guerra mondiale, con 60mila neofascisti provenienti da tutta Europa, compresa l’Italia, che hanno marciato a Varsavia.

fasci varsavia
Un momento della manifestazione a Varsavia di 60mila neofascisti europei il 12 novembre scorso

Una vera provocazione per tutti i popoli d’Europa, in una nazione che è stato uno dei luoghi simbolo dei crimini del nazismo centro dello sterminio di massa di milioni di ebrei, rom, dissidenti politici di tutta Europa. Ciò contribuisce a rendere il significato della gravità delle attuali persecuzioni anticomuniste in Polonia.

La restaurazione del capitalismo nell’ex spazio sovietico si accompagna con un’estensione sempre maggiore della presenza militare NATO ad est e con la proliferazione e il rafforzamento delle organizzazioni neofasciste sostenute dai governi locali, di cui la punta più avanzata è oggi l’Ucraina con la presenza di milizie armate fasciste e di fascisti nella colazione filo-Nato e filo-UE al governo. Questi governi con la loro protezione garantiscono una base organizzativa europea per l’estrema destra e “l’Internazionale Nera”. Il tutto rientra nella strategia dell’imperialismo USA e UE di riconquista dell’ex spazio sovietico e accerchiamento della Russia, e del soggiogamento definitivo del proletariato dell’est Europa come riserva di manodopera a basso costo e semiservile per il grande capitale europeo occidentale. In questo contesto il sostegno alle organizzazioni neofasciste e la repressione anticomunista sono funzionali al soggiogamento, attraverso una politica di terrore squadrista, repressione, intimidazione e odio etnico e nazionalista, della classe operaia dell’Europa orientale mirante ad impedirne l’unità e a ostacolare la maturazione di una sua direzione politica indipendente autenticamente socialista e rivoluzionaria. È dovere di ogni rivoluzionario mobilitarsi contro questa minaccia.

La redazione di Prospettiva Operaia

21 maggio 2018

No alla repressione contro i comunisti polacchi! Appello alla solidarietà

Il reazionario governo polacco compie nuovi sforzi contro la libertà di parola e il pluralismo democratico in Polonia. Dopo le persecuzioni del Partito Comunista polacco legalmente registrato, sotto accusa per la diffusione del comunismo, la repressione ha raggiunto gli editori del sito web “Wlazda Rad” (www.1917.net.pl), e alcuni giorni dopo la polizia ha occupato una conferenza marxista organizzata da scienziati dell’Università di Szczecin nel nordovest della Polonia.wladzarad

Lunedì 30 aprile, la polizia ha fatto irruzione nell’appartamento di uno dei redattori di “Wladza Rad” (“Potere sovietico”) e ha sequestrato il suo portatile, due hard driver e il cellulare. Questa azione è stata condotta nonostante il fatto che in Polonia sia legale fare propaganda comunista, e perciò è stata totalmente illegale. Si è trattato dell’ennesimo vergognoso atto di repressione contro l’opposizione di sinistra.

La propaganda del comunismo è, in base alla legge polacca, legale. Ignorando questo fatto i persecutori cercano di accusare gli attivisti politici di un crimine inesistente. Il codice penale polacco vieta solo la propaganda “totalitaria” e fascista. Comunque non vieta il comunismo, come è stato confermato da una sentenza della Corte Costituzionale nel 2011.

Nel gennaio di quest’anno il ministro dell’interno Brudzinski ha negato l’esistenza della minaccia neofascista in Polonia e ha cercato di usare il diversivo di una presunta minaccia “neocomunista” contro la democrazia.

Subito dopo, la polizia e i funzionari della pubblica accusa hanno condotto un’aggressiva campagna contro i comunisti e ogni opposizione di sinistra in Polonia.

Il Komunistyczna Partia Polski (KPP, Partito Comunista Polacco) ha subito delle dure repressioni. Gli attivisti del KPP sono stati condannati secondo la formula prescrittiva, ma sono ricorsi in appello e il loro processo continua sino ad oggi.

Anche il partito socialdemocratico e fortemente anti-comunista Razem (“Insieme”, che si presenta come una versione polacca dello spagnolo PODEMOS) ha dovuto subire repressioni – alcuni membri delle organizzazioni giovanili filogovernative ne hanno chiesto la sua messa fuorilegge per “promozione del comunismo”.

Quando anche il politico europeo di centro-destra Jean Claude Juncker riconosce il ruolo storico di Karl Marx, la televisione statale polacca ha recentemente trasmesso una parte delle “idee criminali di Karl Marx” (usando citazioni inventate del fondatore del socialismo scientifico), e il governo polacco punisce ogni attività dell’opposizione di sinistra, mentre le dimostrazioni neofasciste dell’ONR (“National Radical Campa, un’organizzazione di estrema destra che ha preso il suo nome da un’organizzazione antisemita e fascista degli anni ’30) sono protette dalla polizia. La deriva statale verso l’autoritarismo include oggi anche la violazione dell’autonomia dell’università. Sabato 12 maggio, la polizia ha fatto irruzione durante la conferenza scientifica che celebrava il 200esimo anniversario della nascita di Marx, violando il diritto sull’autonomia dell’Università.

Come comitato redazionale del sito web comunista polacco Wladza Rad (“Potere sovietico”) abbiamo sempre sostenuto l’incondizionata difesa della libertà di parola e degli altri diritti umani garantiti della Carta dell’ONU. Ci siamo opposti ad ogni atto di violazione dei diritti umani. Facciamo appello alla solidarietà internazionale contro la politica del governo polacco!

Lo stato polacco viola le fondamentali norme democratiche e sul diritto di parola.

Il solo scopo del governo reazionario è di distruggere ogni opposizione

neofascisti varsavia
Manifestazione del 12 novembre 2017 a Varsavia: l’ombra della svastica di nuovo sulla Polonia

di sinistra al dominio del partito nazionalista e borghese PiS e assicurare la stabilità del dominio del capitale e conservare il sistema di sfruttamento capitalista della classe operaia.

In questo momento è assolutamente necessaria la difesa delle leggi democratiche da parte della classe operaia e delle organizzazioni politiche marxiste!

Chiediamo a tutti i comunisti, i socialisti e alle altre organizzazioni della sinistra di esprimere la propria solidarietà contro la repressione statale del movimento comunista in Polonia!

Lanciamo un appello per l’organizzazione di proteste di fronte alle ambasciate polacche di tutto il mondo e per l’invio agli ambasciatori di lettere contro le persecuzioni dei comunisti polacchi.

La redazione di “Wladza Rad” (“Potere sovietico”)

15 maggio 2018

 

 

 

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